Residenza protetta

Inaugurato l’“Albero della vita”

Molte persone sono intervenute, giovedì 17 dicembre 2015, all’inaugurazione dell’“Albero della vita”, l’opera ceramica affissa presso il salone della Residenza Protetta Comunale “SS. Nicolò e Giuseppe” di Albisola Superiore; vi erano ospiti, familiari, operatori, membri dell’Amministrazione comunale, i Presidenti dell’Auser (Dominica Piccardo) e dell’Associazione del Centro (Cristina Viviani) e infine diversi bambini dell'asilo gestito da quest'ultima.

A volte i progetti migliori sono quelli che ti trovi a formulare strada facendo, quando parti con un’idea e la riadatti lungo il percorso facendo qualcosa di ancor più significativo; a mio parere ciò è avvenuto durante la realizzazione del pannello che è stato prodotto in parte dagli anziani della Residenza protetta comunale “SS. Nicolò e Giuseppe” ed in parte dai bimbi dell’Asilo Infantile gestito dall’Associazione del Centro, il tutto sostenuto dall’Auser di Savona; quest’ultima ha il merito di aver suggerito il progetto alle due diverse realtà albisolesi, sfruttando il collegamento e la collaborazione che da tempo esiste fra loro, e di averle sostenute nella sua realizzazione anche grazie ad un finanziamento ricevuto dalla Regione Liguria, nell’ambito dei progetti per l’invecchiamento attivo, e che la Presidente dell'Auser auspica che possa essere riconfermato in futuro. In questo modo si è partiti, dapprima con un’attività artistica limitata agli anziani della Residenza protetta, guidati da due maestre dell’asilo; in questo contesto gli anziani hanno potuto esprimere, senza limiti, la loro creatività nel ristretto spazio di una mattonella di creta, traendo da questa attività entusiasmo e gratificazione; pian piano queste mattonelle, che racchiudevano velieri, disegni astratti, autoritratti, poesie, hanno composto le radici ed il tronco di un albero, che sarebbe poi stato montato in una parete della struttura; giunti a quel punto però l’albero è apparso molto bello, ma piuttosto spoglio e ciò ha determinato la spinta affinché i bimbi dell’asilo producessero, dietro la guida delle loro maestre, degli elementi che lo potessero arricchire: il risultato è stato un tripudio di foglie, farfalle, manine e gufi coloratissimi e vivaci. Il laboratorio artistico, tanto in Residenza protetta quanto all’asilo, ha costituito un momento di aggregazione e di socializzazione, ma anche di valorizzazione delle capacità degli anziani come dei piccini; gli anziani hanno dimostrato di avere ancora il desiderio di mettersi in gioco e di possedere capacità creative e manuali; i bimbi invece hanno saputo arricchire le radici e il tronco degli anziani con delle piastrelle che hanno attribuito all’albero delle caratteristiche come la  freschezza, la vita e il colore.

Il risultato finale è rappresentato da un’opera che, oltre che essere molto bella, è in grado di trasmettere all’osservatore le diverse peculiarità dei soggetti che l’hanno prodotta e la sinergia che si è creata fra loro: gli anziani hanno testimoniato la loro capacità di essere un solido punto di riferimento riconosciutogli dalla loro maturità, le cui radici sono ben ancorate sul terreno dell’esperienza; i bambini invece hanno evidenziato, col loro comportamento e poi con le opere che hanno prodotto, il bisogno di appoggiarsi agli anziani, di prendere spunto e forza dalla loro vicinanza con una prospettiva necessariamente diversa che è quella di costruire un futuro prospero; l’elemento forse più rappresentativo è dato dagli uccelli che si appoggiano sui rami dell’albero, come a nutrirsi dei suoi frutti, per poi prendere il volo verso la loro indipendenza.

All’interno dei diversi adattamenti del progetto, resisi necessari durante il percorso, vi è stato anche quello della modifica della collocazione dell’albero: esso alla fine è stato posizionato nell’unica parete del tutto bianca di quel piano: il risultato è stato di una certa efficacia sotto il profilo estetico, ma ha evidenziato un piccolo neo: l’albero attualmente si presenta come se fosse sospeso nel vuoto. Ecco allora che esso, se prima ci trasmetteva delle informazioni inerenti i diversi soggetti che gli hanno dato la vita, ora ci dice qualcosa del contesto in cui esso si trova, ovvero la Residenza protetta: le radici sono importanti e la solidità del tronco pure, ma l’albero sopravviverà se le sue radici troveranno un terreno che le possa accogliere e nutrire a loro volta. Ciò può essere la metafora di quanto nel quotidiano si presti attenzione affinché venga incrementato il più possibile il senso di appartenenza dell’ospite all’interno della Residenza protetta, anche attraverso la realizzazione di progetti individualizzati; ad un livello ancor più concreto invece l’Albero della Vita sembra che ci voglia ricordare che, così come in quella parete, in realtà anche presso la Residenza protetta manca un prato verde, un giardino, nel quale gli anziani non autosufficienti possano avere l’opportunità di trascorrere, durante la bella stagione, del tempo all’aria aperta, socializzando con gli altri ospiti, ma anche con le persone che stazionano nella vicina piazza pubblica.

Nel mese di ottobre 2016 sottolineai quanto fossimo consapevoli di questa necessità e, pur nella ristrettezza delle risorse dovuta anche al fatto di aver già eseguito grossi interventi di adeguamento e riqualificazione della struttura, ci stavamo adoperando per tentare di offrire questo spazio; aggiunsi che la nostra determinazione su questo fronte era (e in effetti è poi stata) massima e che avremmo lasciato “l’albero della vita”…” sospeso nel vuoto finché non avessimo realizzato il giardino, quello vero; in questo modo l’albero prodotto dagli anziani e dai piccini avrebbe potuto quotidianamente rammentare a tutti noi, operatori, ospiti, familiari, amministratori, la presenza di questo bisogno e la necessità di unire le forze per soddisfarlo.

Nel corso dei mesi successivi, a seguito di un grandissimo lavoro e di un grandissimo impiego di energie, il giardino (quello vero) è stato realizzato (sono in corso attualmente gli interventi di rifinitura) per cui ci attiveremo presto per dipingere un prato anche sotto l'albero della vita!

Calogero Sprio
Consigliere comunale incaricato